Aspartame Orange is the new black

Aspartame: miti da sfatare, dolcificante da evitare

C’è un breve dialogo molto divertente nella terza stagione di “Orange is the new black”, il serial drama carcerario che ha portato un enorme successo alla rete on demand Netflix, che lo produce: Alex Vause, una delle protagoniste, si presenta alla merceria della prigione, chiedendo vari prodotti tra cui una Diet Coke. Chang, mafiosa cinese e addetta al magazzino, risponde glaciale:

Pessima scelta. L’aspartame l’ha inventato Rumsfeld negli anni ottanta. Controlla la mente!

Sul serio! Tu lo sapevi che la Monsanto diede a Rumsfeld 12 milioni di dollari nell’85 per l’aspartame?” le dà corda un’altra carcerata.

Ci sono molti miti e leggende metropolitane che riguardano l’aspartame, il dolcificante artificiale che noi di ChewinGreen abbiamo scelto di non utilizzare nei nostri chewing gum, prodotti invece con ingredienti al 100% di origine naturale. Non è da escludere che, in un’epoca dove abbondano bufale e fake news, queste fandonie siano state distribuite ad arte per falsificare anche le accuse più fondate.

Sull’aspartame si è detto di tutto: il dolce veleno causerebbe la sclerosi multipla, l’Alzheimer, malformazioni nei neonati. La verità è un’altra.

Breve storia dell’aspartame

Ricostruiamone brevemente la storia. La sua scoperta fu abbastanza casuale: nei laboratori dell’industria farmaceutica G.D. Searle Company, il ricercatore Jim Schlatter stava conducendo uno studio per individuare trattamenti farmacologici contro le ulceregastriche. Durante i suoi esperimenti, per caso si leccò le dita, su cui era finito poco prima un composto intermedio: la sua bocca fu invasa da un sapore 200 volte più dolce dello zucchero.

Passò davvero troppo poco prima che la Food and Drug Administration consentisse l’uso di questo composto intermedio, l’aspartame appunto, per dolcificare alcuni prodotti. Era il 26 luglio del 1974.

Un avvocato e il neuroscienziato John Olney iniziarono a porre domande sui metodi di sperimentazione della Searle, accusata di essere poco trasparente nei referti presentati. Il professor Olney, infatti, aveva condotto alcune ricerche sugli effetti di alcuni amminoacidi sul cervello, identificando un possibile rischio legato all’assunzione di aspartame, soprattutto nei bambini. E d’altronde la Searle non fu mai chiara nello stabilire la relazione di causa-effetto tra l’uso del dolcificante e i tumori dei topi da laboratorio cui era stato somministrato.

I dati erano stati effettivamente manipolati?

La causa si concluse con un nuovo via libera dell’Fda nel 1981, e l’aspartame si diffuse così in caramelle, bibite, e farmaci, arrivando alla Grande distribuzione. Oggi l’ European food safety authority afferma che “esistono prove sufficienti per confermare che l’uso dell’aspartame da parte dell’uomo è sicuro“.

La verità scientifica sull’aspartame

La verità accertata è che l’aspartame libera nell’organismo metanolo, sostanza tossica che può provocare anche la cecità.

Uno studio della Fondazione Europea di oncologia e scienze ambientali “Bernardino Ramazzini” di Bologna, condotto a partire dagli anni ’90, ipotizza per la prima volta un legame causale tra la formaldeide rilasciata dall’aspartame e l’aumento di tumori celebrali.

Tuttavia, tali tragiche conseguenze secondo l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) sarebbero scongiurate ai livelli attuali di consumo medio. La dose giornaliera accettabile (DGA), ritenuta protettiva della popolazione generale, è per l’aspartame di 40mg giornalieri per kg di peso corporeo.

ChewinGreen in ogni caso ha deciso di non farvi correre alcun rischio: utilizziamo esclusivamente xilitolo, che è un dolcificante di origine naturale e amico dei denti, per aiutare tutti voi masticatori professionisti a mantenere un’invidiabile igiene orale.