Storia dei chewing gum

Dalla civiltà Maya ad oggi, un percorso lungo duemila anni

Per iniziare a scrivere un blog sulla gomma da masticare, sarà opportuno ripassare un po’ di storia dei chewing gum.

Furono i Maya, oltre duemila anni fa, che iniziarono a raccogliere la linfa dell’albero Sapodilla praticando delle incisioni a zig-zag sulla sua corteccia e facendola confluire in contenitori posti alla base del tronco. Dopo l’essiccazione, la gomma veniva utilizzata per pulire i denti o inibire la fame durante i rituali del digiuno.
Ma tracce dell’uso di resine e lattice estratti da diversi tipi di piante sono state rinvenute anche in molte popolazioni del mondo. Già gli antichi Greci, ben prima dei Maya, usavano masticare un estratto del lentisco (Pistacia lentiscus), chiamato Mastic e caratterizzato da un sapore inizialmente amaro, ma poi rinfrescante per l’alito.

La nascita della moderna gomma da masticare risale però intorno alla metà del diciannovesimo secolo, quando John B. Curtis vendette il suo “State of Maine Pure Abete Gum” (1848), una linfa di abete rosso sciolta in cera d’api che gli indiani solevano masticare. Nel 27 luglio 1869 Amos Tyler brevettò per primo la sua gomma da masticare, ma la nascita del chewing gum viene comunemente attribuita al dentista William Semple che depositò il brevetto n. 98.303 negli Stati Uniti il 28 dicembre dello stesso anno.

Nel corso del ventesimo secolo, grazie all’estrazione del chicle, la gomma da masticare ha avuto una diffusione in tutto il mondo, mentre negli ultimi decenni la gomma base sintetica, composta da poliisobutilene o da altri elastomeri artificiali, ne ha preso il posto.

Noi abbiamo scelto di recuperare questa antica pratica, utilizzando il chicle come materia prima nelle nostre gomme naturali.